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I NUOVI METODI DI SANIFICAZIONE

Siamo ampiamente nella fase tre di questo assurdo periodo che ci troviamo nostro malgrado a vivere e parola d’ordine fin dal principio è stata : SANIFICARE gli ambienti.



E’arrivata l’estate e con essa la voglia di libertà, di mare, di vacanze anche brevi e in luoghi vicino casa nostra, ma cosa si nota in giro? C’è ancora l’attenzione dei primi tempi per quanto riguarda la pulizia dei locali?

Siamo ormai abituati a tenere la mascherina se parliamo con qualcuno o anche se passeggiamo; ci igienizziamo continuamente le mani e facciamo attenzione a cose cui prima non pensavamo, ad esempio, quanti di noi dopo aver “fatto bancomat” si lavavano le mani? Oppure sul luogo di lavoro, quante volte pulivamo la nostra scrivania o tastiera del pc? Raramente …

Oggi invece è cambiato tutto, le direttive dell’OMS hanno tuonato da subito l’importanza di lavarsi le mani spesso e per più di 30 secondi, di usare l’amuchina o similari con un tasso di alcool di almeno il 75%.


E oggi in fase tre? Come igienizziamo i luoghi di lavoro ad esempio?

Oltre la classica pulizia con alcool, candeggina, abbiamo scoperto la possibilità di sanificare velocemente ambienti come bar, ristoranti e uffici usando l’ozono (ne abbiamo parlato ampiamente in uno dei nostri articoli ) capace di “disinnescare virus e batteri”, forte anche contro le muffe, utilizzato già dalla seconda metà del ‘900, ed oggi da molti scelto come alleato contro il covid-19, soprattutto perché abbatte i tempi di impiego, infatti bastano all’incirca 30 minuti per sanificare e già si possono riutilizzare gli spazi.

Altro metodo è l’impiego dei raggi ultravioletti. Scienziati stanno studiando l’impiego di questi ultimi e come il virus covid-19 si comporta all’irraggiamento. Quindi capire i punti deboli, la quantità giusta da impiegare. Sono in corso tutt’ora questi esperimenti e gli scienziati avevano previsto il calo della virulenza del virus proprio in estate grazie alla maggiore intensità dei raggi solari. Trovare una soluzione del genere sarebbe eccezionale su molti fronti. Si potrebbero igienizzare continuativamente piccoli ambienti, come le ambulanze ad esempio, o usare i raggi UV nei filtri di macchinari dei pazienti in terapia intensiva che normalmente vanno cambiati continuamente, in questo modo invece i raggi sanificherebbero l’aria che ad ogni respiro il paziente emette.



Oltre a disinfettare l’aria di ambienti così importanti i raggi Uv potrebbero sanificare anche il denaro e smartphone che maneggiamo continuamente tutti i giorni.

Gli studi sono a buon punto e ci auguriamo abbiano presto un esito positivo e a costi accessibili.


Nel frattempo possiamo servici di lampade germicide a base di ozono (la trovate in vendita da noi) e continuare ad osservare il più possibile le norme igieniche indicate.

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